Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Per il Festival “TS Danza 3.0” va in scena la MM Contemporary Dance Company con la “Sacre du Printemps” e “Bolero”

Data:

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Assicurazioni Generali, Festival TS Danza 3.0, 28 marzo 2017

Che cosa avverrebbe all’umanità e al suo futuro se si iniziasse ad agire senza il sostegno di una base  culturale che consideri prioritaria la costruzione ed il mantenimento di una convivenza civile concretamente attenta al prossimo? Che succederebbe se il mondo intero seguisse i criteri della mera istintività, ricercando esclusivamente i propri personali desideri?

Un’ipotesi realistica viene offerta dalla coreografia di Enrico Morelli, creata sulla musica della Sacre du Printemps di Igor Stravinskij ed eseguita dalla MM Contemporary Dance Company in apertura dell’intenso spettacolo in scena al Politeama Rossetti di Trieste, terzo evento della stagione nell’ambito del Festival TS Danza 3.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Già la scenografia dà un senso molto chiaro di quel che si vedrà, grazie a quindici ganci da mattatoio posti all’estremità inferiore di lunghe catene pendenti dal soffitto, che introducono il pubblico in un ambiente inquietante e potenzialmente pericoloso. Poi, a poco a poco nove danzatori entrano in scena nell’oscurità;  cinque donne e quattro uomini, dai costumi rossi sui quali sono tracciati i segni della muscolatura come fossero quarti di bue. La ricerca e alla fine la scelta di un capro espiatorio, sul quale scaricare senza alcun senso di colpa la propria fatica di vivere è palese e realizzata con un’interpretazione quasi animalesca della danza, in cui i movimenti sono carichi di una fluidità elegante e di una plasticità  carica di violenza e di aggressività, mai furiosa o rabbiosa, e proprio per questo ancora più angosciante.

bolero 3Non c’è spazio per la speranza, per la solidarietà, o per la compassione, nessuno si mostra disponibile a prendere le difese dell’altro, perché ognuno pensa soltanto a se stesso. L’ostilità non viene mediata da nulla dal momento che nessuno sembra essere dotato di strumenti emozionali che permettono di guardare al di là di se stessi ed ognuno è percepito dall’altro come un nemico, un avversario.

Il contrasto fra luce e buio è presente anche all’inizio della seconda parte del balletto: Bolero, sulle musiche di Maurice Ravel  alle quali sono stati aggiunti tre inserti, all’inizio, a metà e alla fine, scritti dal compositore Stefano Corrias: musica minimalista creata dalla la successione di tre note ripetute, che si arricchiscono progressivamente con l’utilizzo di alcuni accordi reiterati.

A far da scenografia una “parete” ondulata e flessibile, mossa in diversi momenti in modo da realizzare spazi ed anfratti sempre nuovi, aperture e chiusure che si susseguono senza sosta e attraverso la quale i danzatori (qui tre donne e quattro uomini) appaiono e scompaiono a turno sempre in abiti neri fino al crescendo finale, quando tutti assieme escono vestiti di bianco. Qui, all’opposto di prima, l’oggetto di analisi del coreografo Michele Merola, direttore e fondatore nel 1999 della Compagnia, è il “ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel ‘muro trasparente’ che li divide.”

La musica di Ravel viene così interpretata in modo meno convenzionale, essendo punto di partenza e di arrivo di qualcosa di più complesso e profondo della semplice sensualità, prima e più immediata chiave di lettura dell’opera. Proprio gli inserti di Stefano Corrias favoriscono questa prospettiva, esaltando ulteriormente il moto perpetuo apparente di questa musica magica e meravigliosa. Se con Stravinskij  c’era distanza emotiva, ora invece l’empatia c’è tutta, anche se contenuta, trattenuta, quasi stilizzata.

Il Festival proseguirà nel prossimo fine settimana con due spettacoli della Compagnia Arearea: Le quattro stagioni e Play with me in scena il 1° e il 2 aprile.

Paola Pini

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Assicurazioni Generali
Festival TS Danza 3.0
28 marzo 2017
La Sagra della Primavera – Bolero
Di Michele Merola ed Enrico Morelli
Produzione: MM Contemporary Dance Company
con il sostegno di Compagnia Naturalis Labor, Teatro Asioli di Correggio, ASD Progetto Danza, Reggio Emilia
“La Sagra della Primavera”
coreografia di Enrico Morelli
musica di Igor Stravinskij
costumi di Nuvia Valestri
light design Cristina Spelti
interpreti: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Alessio Monforte, Giovanni Napoli, Miriam Re, Cosmo Sancilio, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Chiara Toniutti, Lorenza Vicidomini
“Bolero”
coreografia di Michele Merola
musica di Maurice Ravel, Stefano Corrias
costumi di Alessio Rosati con la collaborazione  di Nuvia Valestri
light design Cristina Spelti
interpreti: Paolo Lauri, Fabiana Lonardo, Enrico Morelli, Giovanni Napoli, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini

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