Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Doha Zaghi, un’alternative model

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È lei stessa a definirsi una “alternative model”, un’artista fuori dagli schemi, una ragazza che ha saputo trasformare una bellezza particolare in uno strumento di lavoro, in una professione che l’ha resa famosa praticamente in tutta Italia. Doha Zaghi è molto più che una fotomodella. È una performer che non disdegna il genere fetish, è una persona che non rifiuta un set fotografico nei luoghi del Mostro di Firenze, è una donna che adora lanciare un senso di dominazione anche semplicemente attraverso uno scatto fotografico. Insomma, un’artista sui generis, avviata sulla strada della fotografia per pura curiosità e divenuta ben presto inseparabile dall’obbiettivo.

E pensare che…

Tutto era nato per gioco, posando per un fotografo mio amico. Da allora, è stata un’esplosione di set fotografici, di shooting, di esperienze nuove.

L’hai detto tu: sei una fotomodella… originale.

È così, ed adoro rendere il mio personaggio in set che abbiano alle spalle una trama, che raccontino una storia attraverso le immagini. Questo è quello che desidero più di ogni altra cosa. Le fotografie sexy fini a se stesse non fanno al caso mio.

Qualche esempio?

Ho voluto rappresentare il tema del dominante e della dominata in un set in cui vestivo un abito elegante con una sciarpa che mi legava i polsi. Mi è piaciuta l’idea di rendere il punto di vista del “padrone” e dello “schiavo”, di far trasparire la condizione semplicemente da un tratto del viso. Questa la considero arte.

Insomma, non rifiuti situazioni crude.

Perché dovrei? Ho scattato in Garfagnana, nei luoghi del Mostro di Firenze, dove ho realizzato un set ispirato alle dee greche. È stato meraviglioso, ho messo il mio corpo a disposizione di questa idea. Tanto più che ho un ottimo rapporto col mio fisico, anche quando sono nuda. Penso che quando una donna sia armonica, si veda bene e piaccia.

Che messaggio passa attraverso le tue foto?

Sicuramente generano attrazione sessuale, sia negli uomini che nelle donne che le osservano. Eppure quella che si vede è null’altro che una fotografia, distinta dalla mia vita reale. È semplicemente egocentrismo ed esibizionismo personale che voglio ad ogni costo.

Un esibizionismo che fa parte di te…

Esatto, per me è naturale vestire in modo provocante, esagerare sempre, essere al centro dell’attenzione. Mi piace, fa parte del mio modo d’essere. Attirare sguardi e pensieri mi regala soddisfazione personale. Ma vale il detto. Guardare e non toccare, il rispetto prima di tutto.

Nel tuo personaggio vi è anche un forte legame col mondo fetish.

Sì, mi piace che l’uomo e la donna siano attirati dalla mia persona e che la rispettino. Ma soprattutto, ho capito quanto è vasto il mondo del fetish, spesso banalizzato col rimando al piede. In realtà, posso far provare piacere anche semplicemente aprendo dei barattoli o mettendomi del rossetto. Ma prediligo un fetish più raffinato.

Che consiste in?

Di recente ho imparato tecniche ipnotiche che permettono all’altra persona di poter donare totalmente la propria mente all’ipnotizzatrice, una formula nuova per creare uno stato di sottomissione anche in chi non lo accetterebbe mai da cosciente.

Torniamo al tuo personaggio di alternative model.

Vedo che la definizione piace! Non potrebbe che essere così d’altronde… sono alta 163 centimetri, ho lineamenti particolari, sicuramente non verrei mai scelta per un catalogo di vestiti o per delle foto in tailleur. Ma sono consapevole di avere lineamenti del viso diversi da quelli delle altre ragazze, posso adattarmi a contesti particolari…

Insomma, questa è la tua forza.

Certo, basti pensare che ho girato per il centro di Bologna vestita con canottiera trasparente, coulotte, calze a rete e tacchi a spillo. Ed ero a mio agio, perfettamente.

L’uomo come reagisce?

Sicuramente a volte restano di stucco nel vedere questi miei atteggiamenti, ma davvero provocare fa parte di me. A volte vengo fraintesa, ma questo è il mio personaggio: sono originale, lo sono fino in fondo…

Luca Fina

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