IL GIARDINO RITROVATO. Magica serata-evento a Palazzo Venezia con la classe del violoncellista G. Sollima e l’orchestra clandestina del bravo E. Melozzi in: Clandestine night in Rome

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Non sempre è facile comporre  un binomio di sicuro valore ed effervescente sincronia ritmica, ma stavolta il  risultato è stato centrato in pieno come sottolineato dagli scroscianti ed interminabili applausi del folto pubblico presente nel cortile di Palazzo Balbo, rappresentanza politica della serenissima a Roma e poi sede del regime nel ventennio dittatoriale.Stiamo parlando della combinazione tra il violoncellista e compositore, direttore d’orchestra, Giovanni Sollima e la dinamica orchestra di strumenti a corda del giovane maestro Enrico Melozzi, che suona in stile ”liberty” fuori dagli schemi prestabiliti ed ha inciso con la medesima formula il disco: “A clandestine night in Rome” che sta mietendo successo d’ascolto e critica nella “hit parade”. Ad  aprire l’atteso appuntamento è stato il pezzo: ”Marcia di Calibani” dello spiritoso e caustico Melozzi per l’omonimo film, mentre poi il fulcro dell’attenzione visiva s’è spostata sul vulcanico musicista isolano che ha suonato, accompagnato dall’orchestra, il concerto n°1 in do maggiore di Franz J.Haydn in 4 movimenti: allegro moderato, adagio, cadenza da Teodorakis e Rondò, allegro. Il suo percussivo ed aggressivo,ossessivo,pizzicare con la bacchetta le corde ha mandato in visibilio gli astanti,con il risultato di renderlo sempre sfrenato ed incontenibile nella sua performance.Tutto questo suo virtuosismo mette a frutto pure l’esperienza maturata con direttori come Abbado, Sinopoli, Muti, Argerich, Mullova, Glass, nonché le collaborazioni con Elisa ed il collega YO-YOMA. L’orchestra notturna è composta da 23 elementi provenienti da vari generi: jazz, musica popolare ed elettronica,una pluralità che permette la fusione di momenti classici con brani moderni ed inediti. Pertanto ispirandosi all’opera,

 Sollima ha proposto due arie: ”Gelido in ogni vena” dal “farnace” del “prete rosso”, A. Vivaldi e la famosa cavatina dal “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini, tra pathos barocco e l’ironia maliziosa.Sollima s’è esibito pure nel canto per i “I GIUL” dedicato a Boccherini nel 2005 in occasione del festival di Kronberg. Sollecitati a gran voce dagli spettatori,gli orchestrali c’hanno regalato due bis:uno straordinario e scatenato “sirtaki” di Sollima ed il motivo di: ”Smells like teen spirit”, preso da  Melozzi,che ha ricordato la suggestiva esperienza del teatro Valle occupato,dalla produzione arrabbiata dei Nirvana.

Susanna Donatelli

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