“Anomalie” di Mauro Covacich si carica di ulteriori suggestioni grazie alla sapienza di Igor Pison

Data:

 

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Sala Bartoli. Dal 28 febbraio al 18 marzo 2018

Anomalie” è il risultato di un incontro prezioso fra un autore, un regista e una compagnia  d’attori creata quattro anni fa dal Direttore di un teatro stabile.

Mauro Covacich è autore dell’omonima raccolta di racconti dalla quale il regista Igor Pison ha scelto i capitoli ambientati a Sarajevo ai tempi dell’assedio della città bosniaca, avvenuto tra il 1992 e il 1996, per farne un adattamento teatrale da destinare alla compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, diretto da Franco Però.

Per la prima nazionale dello spettacolo che ne è derivato è stata scelta l’accogliente Sala Bartoli, le cui dimensioni contenute favoriscono la vicinanza tra il pubblico e chi è in scena, fattore di particolare importanza per riuscire a trattare con delicatezza e in modo non scontato un argomento come quello della guerra; tanti cliché sono stati qui superati a favore di una narrazione che lascia completamente fuori la Storia (al punto che sono davvero pochi i riferimenti spazio-temporali) per dare tutta l’attenzione possibile a quel che avviene alle persone che sono costrette a farvi fronte senza averla in alcun modo decisa.

C’è un cecchino (Riccardo Maranzana), appostato al sedicesimo piano di un grattacielo; il suo capitano (Andrea Germani) gli aveva ordinato di “occuparsi dell’incrocio” situato sotto le sue finestre e, per fargli svolgere il compito nel migliore dei modi, lo aveva completamente isolato dal mondo rinchiudendolo in due stanze; vive di fatto la condizione di recluso, non molto diversa rispetto a quella che gli toccherà sperimentare una volta catturato e segregato nella stanza di una scuola; in questi termini ne parla ai carcerieri (Filippo Borghi e Federica De Benedittis) che lo controllano e poi lo consegnano al giudizio del tribunale del popolo, costituito dai parenti delle sue proprie vittime. La scuola è la stessa fino a poco prima frequentata da un gruppo di adolescenti, tra cui Zarco (Filippo Borghi), Mariana (Federica De Benedittis) e Vlado (Andrea Germani), che incuranti dei pericoli sfidano frequentemente il cecchino e attraversano la città per incontrarsi e giocare a basket ma, un giorno, esplode una bomba. Qualche tempo dopo, Zarco, obiettore cetnico, e Mariana, musulmana, decidono di pagare alcuni russi per essere portati clandestinamente a Belgrado e costruire assieme un futuro lontani dagli scontri ma…

Tutto questo, già presente nel testo narrativo, nel passaggio sulla scena subisce una trasformazione di rara bellezza, simile a un arazzo rappresentante un disegno violento dai colori molto accesi e i contorni sfumati, realizzato usando materiali fini e leggeri.

Niente è lasciato al caso e ogni elemento è dotato di significato: la scenografia sobria e funzionale di Petra Veber ha un fondale carico e struggente; le luci di Davide Comuzzi, tra l’altro, quando il cecchino mira si accendono su alcuni spettatori; la musica è stata scelta con cura e attenzione: “Nakon svih ovih godina” (Dopo tutti questi anni) del gruppo rock jugoslavo Bijelo Dugme, “Samo da rata ne bude” (Che non ci sia più la guerra) del cantautore serbo Djordje Balašević e “Imam pjesmu za tebe” (Ho una canzone per te) dell’attore e musicista croato Rade Serbedija.

Ogni gesto degli interpreti è scelto con attenzione, diretto a ombreggiare (in senso pittorico) i dialoghi aumentandone così la già intensa forza evocativa e donando loro un insolito spessore estetico.

Il pubblico, la cui attenzione è stata totalmente catturata, ha ringraziato alla fine con lunghi e convinti applausi.

Paola Pini

 
Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Sala Bartoli
Dal 28 febbraio al 18 marzo 2018
Anomalie
Di Mauro Covacich
Adattamento teatrale e regia di Igor Pison
Con Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Andrea Germani, Riccardo Maranzana
Scene e costumi di Petra Veber
Sarta: Sara Bessich
Suono di Borut Vidau
Luci di Davide Comuzzi
Foto di scena di Simone Di Luca
Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

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