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“Tomb Rider”. Alicia Vikander è l’avventurosa Lara Croft

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Torna al cinema la bella Lara Croft, non più interpretata da Angiolin Jolie perché torniamo indietro nel tempo con il volto, stavolta, di Alicia Vikander.

Il film di Roar Uthaug è infatti ispirato al videogioco uscito nel 2013, che racconta l’adolescenza dell’esploratrice, indicandone come ha iniziato questo mestiere.

Tomb Rider presenta un’adolescente problematica e grintosa (sembrano le stesse premesse di Spiderman) a cui è scomparso il padre e non vuole accettare che sia morto. Così preferisce fare il Pony Express piuttosto che accedere ai fondi finanziari dell’azienda. Proprio quando ogni speranza sembra perduta trova un indizio lasciato dal padre come “testamento” e grazie a questo si mette sulle sue tracce. Il destino le si svela, il padre stava cercando la Regina Himiko, conosciuta anche come la madre della morte, dai poteri sovrannaturali, in grado di collegare questo mondo all’aldillà. Ma non era l’unico a volerla incontrare e ovviamente i suoi buoni intenti non erano condivisi dai rivali capitalisti, L’Ordine della Trinità, e per fermarli ha dovuto lasciare la figlia da sola per un viaggio a cui non ha mai fatto ritorno.

endurance_dtlr2_TMD203_2k_240_t_rec709.088922.tifLara Croft seguendo i suoi passi scopre di avere un grande talento per il mistero, aiutata dal coraggio e da un fisico atletico riesce ad andare fino in fondo rivelandosi più in gamba del padre.

Il film ha una prima parte: più cinematografica, ma che vuole troppo imitare le saghe dei supereroi, risultando scontato nella struttura e non accattivante nei contenuti. La seconda invece segue le caratteristiche del videogioco, riproducendo fedelmente i livelli di avventura (come il pavimento che crolla e Lara Croft che deve trovare la combinazione giusta per andare avanti) e presentando diversi combattimenti fisici.

Questo fa sì che la pellicola possa trovare l’interesse dei fan, che vogliono rivivere l’emozione del gioco senza muovere un dito. Per gli altri invece potrebbe risultare poco emozionante, è difficile empatizzare con i personaggi, non sembrano tenere davvero a qualcosa, così le loro battaglie sono più dei giochi d’esibizione che l’affermazione del proprio io.

Resta un film spendibile senza troppo impegno e pretese di riconoscere del vero cinema, più vicino invece all’intrattenimento casalingo come appunto il videogioco e la televisione.

Federica Guzzon

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