I pensieri e le memorie d’un regista alla fine della carriera in dialogo con i suoi attori  nella pièce da camera di DOPO LA PROVA

Data:

Al Teatro Vascello di Roma, fino al 10 febbraio 2019

Uno dei maestri della cinematografia e del teatro della seconda metà del secolo scorso è stato lo svedese INGMAR BERGMAN, accostabile per molti versi e contenuti al conterraneo STRINBERG, si provi per esempio a confrontare la ”Danza macabra” del secondo a ”La signora con la falce in mano” del primo, da cui emerge una profonda e malinconica tristezza. Quella stessa che pervade il regista H. VOGLER, grande personaggio autobiografico, che seduto sulla poltrona d’un vecchio palcoscenico, arredato di tavolini, divani verdi e e specchi,oggettistica varia, medita nel dormiveglia della sera al confine con la notte, sulla sua carriera ed il rapporto con gli stessi protagonisti delle sue tragedie. Nella sua desolata solitudine, dopo l’allestimento pomeridiano de ”Il sogno” del suo punto di riferimento nazionale, si presenta la giovane EGERMAN, impersonata con suadente lirismo ed eleganza da bel mondo con signorile presenza, che in apparente ricerca del suo braccialetto desidera ottenere una parte e smorzare il paragone con la madre, morta senza rimpianto da un lustro. Brava in tale dialettica perorazione Arianna DI STEFANO, mentre poi la comparsa in sogno,caduto nel torpore il regista, porta sulla scena la magistrale M. Kustermann che lamenta il decadente fisico della sua persona,l’amarezza per non poter più recitare e la struggente passione per un’arte che le aveva gratificato l’esistenza. Sembra di risentire in lei ”Il canto del cigno” per attore anziano di A. CECHOV. Dopo l’ansia nevrotica e l’impotenza psichica di RAKEL, ecco tornare ANNA che deve prendere atto che la sua relazione con il regista è finita per la sua fragilità di fronte allo scorrere ineluttabile del tempo ed il timore della fine,per cui il regista H. VOGLER, lamenta di non sentire il suono delle campane in quanto lontano dalla chiesa. Lui non ne vuole più sapere dell’amore; gli basta trovare la pace spirituale nell’ardore puritano della religione protestante del libro. Straordinario e brillante interprete del regista è il pistoiese U. PAGLIAI, che a 83 anni ancora è fisicamente integro e superbo caleidoscopio centripeta dei suoi personaggi con una puntuale e scrupolosa preparazione ed immedesimazione pirandelliana.La scena è stata creata da A. CHITI, mentre la sinergia dei dialoghi serrati e lo studio psicologico del trio sono stati curati dal regista autentico D. SALVO. Il sostegno alla lodevole iniziativa è stato dato dall’ambasciata di SVEZIA e l’appuntamento con l’eccellente” performance”di parola alla PINTER e IONESCO è FINO A domenica prossima.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati