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“Yesterday”. E se i Beatles non fossero mai esistiti?

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In un mondo in cui i  THE BEATLES non sono mai esistiti, un uomo spaccia per sue le loro canzoni. A rovinare il suo sogno di successo e opportunismo, ci penserà l’industria musicale

Lo spunto di Yesterday è così forte, immediato e pieno di possibili esiti da essere immediatamente chiaro già dai primi minuti della pellicola e resta tale fino alla sua fine.

Questa è la trama: dopo uno strano incidente un musicista scopre che nessuno nel mondo sa chi siano i Beatles, non ce n’è traccia da nessuna parte, come se non fossero esistiti. Lui però ricorda tutto e li vuole sfruttare. Nel 90% dei casi uno spunto simile regge solo metà di un film, Yesterday invece fa parte di quel raro 10% in grado di andare molto più in là della prima idea, e fino alla fine, senza tradirla.

Tutto ha inizio quando il protagonista uscito dal coma suona proprio Yesterday per gli amici e, pensando ad uno scherzo, nota che nessuno conosce una delle canzoni più celebri e famose di sempre.

Nel mondo in cui non esistono i Beatles esistono lo stesso Ed Sheeran e i Coldplay (però c’è una divertente gag sugli Oasis e la loro Wonderwall) e l’industria della musica si è sviluppata esattamente come la conosciamo anche senza quel tassello indispensabile per cui c’è forse qui una falla, perché non avremmo la musica di oggi senza l’apporto dato dai re della musica. Non viene mai chiarito cosa sia accaduto, perché di colpo non ci siano più i Beatles (e la Coca cola, le sigarette ed Harry Potter) né tantomeno vengono fornite spiegazioni sul perché il protagonista continui a ricordarli. Il cinema contemporaneo è sempre precisissimo con i suoi spunti fantastici, Richard Curtis per niente, per lui il fantastico è solo un pretesto da 4 soldi per andare altrove e quell’altrove è così magnifico che rende tollerabile questo presupposto.

Le canzoni dei Beatles ovviamente funzionano, piacciono, stupiscono e Jack Malick viene notato prima da Ed Sheeran e poi dalle grandi etichette musicali pronte a metterlo sotto contratto per quello che si prospetta il più grande disco di sempre (praticamente un best of dei Beatles per un mondo che non li ha mai sentiti.

Yesterday è un pretesto perfetto per raccontare la macchina dell’industria musicale odierna, o di come sia sempre stata cosi, attraverso Jack Malick che spaccia le canzoni dei Beatles per sue con successo, ma come il sistema e l’industria musicale massacrino ogni buona idea, che in realtà son quelle dei Beatles eppure vengono di continuo frustrate.

La scena cruciale del film, in questo senso, è la madre di tutte le riunioni di marketing, piccolo gioiello di grottesco messa in scena con gran cura e dovizia di dettagli da Danny Boyle (e scritta senza nessuna pietà da Curtis) in cui ogni trovata originale dei Beatles viene massacrata e sostituita con trovate ben più banali e senza senso, le solite copertine invece di quella di Abbey Road, i soliti ritratti in bianco e nero e il solito minimalismo di moda spacciato per rivoluzionario, tra applausi scroscianti di sottoposti adoranti.

Yesterday riesce a raccontare a tutti cosa accada alle buone idee quando l’industria ci mette le mani e che fatica implichi l’emergere in un mare di ripetizione e mancanza di senso. C’è un sistema più grande sopra i musicisti (ma, è evidente, anche sopra a romanzieri, registi e via dicendo) che lavora controcorrente per stritolare il cambiamento e peggiorare tutto quello che è buono, che frustra la creatività e con il sorriso falso di Kate McKinnon promette denaro in cambio di normalizzazione, spingendo sempre di più verso il quieto ciò che è dirompente.

A lasciare tutti di sasso è il finale del film, che si chiude con il culmine della storia sentimentale del protagonista, con la sua prima manager, l’unica che ha realmente sempre creduto in lui, anche quando cantava le proprie canzoni e non quelle dei Beatles, a dimostrazione che l’amore è al primo posto, anche contro fama, soldi e successo, specie se le si ottengono in modo disonesto

Si ringrazia per la visione del film il cinema Metropolitan di Napoli ( zona Riviera di Chiaia)

Voto: 7+/10

Marco Assante

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