Achille Lauro in  concerto alla Casa della Musica di Napoli

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Ha chiuso a Napoli, nella casa della musica il 13 ottobre il lungo tour di Achille Lauro reduce dal grande successo ottenuto all’ultimo festival di Sanremo con la sua hit Roll Royce.

Achille è stato il gran cerimoniere di uno spettacolo a tutto tondo che lo  ha visto accompagnato da musicisti di tutto rispetto. Tra loro Boss Doms, ormai parnter in crime del rapper, Nicola Iazzi al basso, Mattia Tedesco alle chitarre e Marco Lanciotti alla batteria

Il  viaggio è  partito da Firenze per poi raggiungere Roma, Milano, Bologna, Venaria Reale e il gran finale di Napoli, unica tappa al sud Italia. Uno spettacolo a 360° con Achille Lauro nelle vesti di gran cerimoniere e le sue hit immerse in una rappresentazione scenica curata nei dettagli tra luci, scenografia e abiti.

Classe 1990, l’artista romano (al secolo Lauro De Marinis) viene sin da subito elogiato dalla scena rap nazionale con il primo mixtape “Barabba” (2013). Affiancato dal suo team di Beatmaker tra cui Boss Doms, Banf, Frenetik & Orang3, 3D, Dogslife, con il management Roccia Music pubblica “Achille Idol – Immortale” (2014), l’ep “Young Crazy” (2015) e il suo primo album solista “Dio C’è” (2015). Nell’estate del 2016 diventa imprenditore di se stesso fondando con Dj Pitch8 il collettivo No Face e l’11 novembre pubblica “Ragazzi Madre”, presentato in tutta Italia con il relativo tour.

A ottobre 2017 firma per Sony Music e partecipa al programma Pechino Express con il suo produttore Boss Doms. A dicembre 2017 esce il primo singolo per Sony Music “Non sei come me” e il 22 giugno 2018 il disco “Pour l’amor” (prod. Boss Doms). A novembre nasce l’inedita collaborazione Anna Tatangelo ft Achille Lauro e Boss Doms, tramite il provocante riarrangiamento della hit storica di Anna “Ragazza di periferia”. Dopo il successo del suo ultimo album, Lauro calca i palchi di tutta Italia con un tour lungo più di un anno, che lo porta a Roma sul palco del Circo Massimo, per lo storico concerto di Capodanno.

Da li il boom finale che l’ha portato fino al festival più noto in Itali a e per la musica del nostro Paese.

1969 è stato un disco apprezzato da tantissime persone, dal pubblico e dalla critica,  ma di preparato nella vita e nella carriera di Achille Lauro non c’è mai stato niente, persino Rolls Royce sul palco di Sanremo 2019: «Non era stata pensata per il Festival. Lavoravamo a questo nuovo rock’n’roll-punk già da un paio di anni, aspettavo solo la vetrina giusta per questa novità. E’stata comunque un’esperienza incredibile, il modo perfetto per far capire chi siamo e per far arrivare il nostro nuovo esperimento ad un pubblico più ampio».

Travolge e spinge sul ritmo questo 29enne  e  se nei suoi album cercate il classicone non lo troverete, rifiuta le etichette, il suo è un sound che non si ripete all’infinito e la sua mente si muove velocissima mischiando pop, punk, rock, grunge, musica contemporanea e anche un certo gusto retrò, quello che ritroviamo nel brano che dà il titolo all’album, 1969: insomma  Achille Lauro i generi non li adatta ma li amalgama. 1969 è l’anno dello storico concerto di Woodstock al quale parteciparono moltissimi artisti citati proprio nel tormentone Rolls Royce

Achille Lauro è teatro, è cinema, è rap e anche qualcosa in più, un’anima intima, malinconica, che sicuramente colma un vuoto che per troppi anni si è sentito nella musica italiana. Attualmente in Italia nessuno è come lui, anche se i suoi costumi e la sua teatralità fanno da richiamo anche un po’ palese al Renato Zero dei tempi che furono. Entrambi hanno una fortissima attorialità nel loro canto. Di certo deve esserci un’ispirazione per Achille ma il ragazzo è riuscito ad adattare il tutto ai tempi moderni.

Molto trasgressivo, già nel cantare e già in come mantiene il microfono, nei costumi di scena ed anche sul palco come quando getta, avvolto dalle fiamme, l’acqua sul pubblico o come quando si avvicina intimamente al suo chitarrista quasi a volerlo baciare.

Intanto, già si parla del prossimo lavoro discografico dal titolo “1990” annunciato di recente dallo stesso Achille Lauro. “Dal 1969 passiamo al 1990, stiamo viaggiando nelle epoche. Sono molto contento, perché prima c’eravamo ispirati ai monumenti della musica mondiale, e ora siamo passati alle vecchie nostalgie. Aspettatevi la fine del mondo”.

Marco Assante

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