“Brachilogie di una convivenza”. Testo teatrale di Massimo Triolo

Uomo: È il momento di affrontare seriamente l’argomento del nostro rapporto.
Donna: Noi non abbiamo più un rapporto…
Uomo: Perdio, conviviamo ancora, Judit!
Donna: Questo non significa niente, è come una vecchia abitudine dura a smettersi.
Uomo: Quindi il nostro legame è una forza d’inerzia. È questo che vuoi dire?
Donna: Voglio dire che concepisco un legame amoroso come massimamente lontano da ciò che c’è fra noi adesso.
Uomo: Ah, bene… Bene… Capisco… Lode alla sincerità! E quando te ne saresti accorta?
Donna: Sono anni ormai. E sono anni anche che ti tradisco.
Uomo: Anch’io, forse per la piega che hanno preso le cose era fisiologico… Ma santiddio, questo non significa che per te non provi niente.
Donna: Il nostro è diventato un tiepido patto di amicizia. Per me è così… e basta.
Uomo: Vuoi dire che io sono solo un’usata forma di sicurezza per te, di quelle che è difficile abbandonare anche quando se ne è perso il significato?
Donna: Smetti di ragionare sui Massimi Sistemi, non basta vivere nella stessa casa per avere un forte legame, e nemmeno adesso che siamo nella stessa stanza ci incontriamo realmente.
Uomo: Stando così le cose penso che me ne andrò. Me ne andrò entro oggi e ti lascio tutto, la casa e tutto il resto.
Donna: Immagino che dovrei essertene grata…
Uomo: Fa’ un po’ come credi, tanto è… Quante scaramucce vuote e pretestuose, quante piccole bassezze e mediocri sentimenti abbiamo messo in scena tra noi… Non siamo neppure capaci di concepire l’odio reciproco più in grande di così, siamo stati mediocri anche nell’insofferenza e nel rancore…
Donna: Parla per te, io ti odio accoratamente.
Uomo: Penso che dovrei essere felice di suscitare in te qualcosa di così forte e viscerale, in luogo di una fredda intolleranza.
Donna: Io non mi darei tutta questa importanza.
Uomo: Sei crudele a dire così…
Donna: Ogni rapporto che si nutre degli ingredienti che abbiamo messo nel nostro finisce per essere crudele.
Uomo: Un tempo però…
Donna: Sì, un tempo… dici bene: un tempo così lontano da essere più pallente e scolorito di questo nostro ménage così com’è ora. Porti tu il cane fuori?
Uomo: Sì certo… Tocca a me… E poi?
Donna: E poi ceniamo…

Uomo: È il momento di affrontare seriamente l’argomento del nostro rapporto. Donna: Noi non abbiamo più un rapporto… Uomo: Perdio, conviviamo ancora, Judit! Donna: Questo non significa niente, è come una vecchia abitudine dura a smettersi. Uomo: Quindi il nostro legame è una forza d’inerzia. È questo che vuoi dire? Donna: Voglio dire che concepisco un legame amoroso come massimamente lontano da ciò che c’è fra noi adesso. Uomo: Ah, bene… Bene… Capisco… Lode alla sincerità! E quando te ne saresti accorta? Donna: Sono anni ormai. E sono anni anche che ti tradisco. Uomo: Anch’io, forse per la piega che…

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