Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Maria Flora Cocchi. Quando la fotografia si unisce agli elementi della realtà

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Avevamo già avuto modo di parlare dell’Artista Maria Flora Cocchi. La sua poetica non è comune, dato che la Cocchi, partendo dalla fotografia, dà vita a opere concettuali e esteticamente belle attraverso un attento lavoro di postproduzione, grazie al quale vengono assemblati abilmente diversi scatti fotografici, intenti a creare particolari significati, sviluppando così variegate tematiche.

Oggi l’Artista ha aggiunto un altro aspetto fondamentale sui suoi pezzi, in grado di renderli ancora più unici e personali. La Cocchi infatti ha cominciato a inserire all’interno delle sue opere reali oggetti che servono a volte a impreziosire l’opera dal punto di vista estetico, altre per rafforzarne il concetto, rendendolo ancora più potente.

Troviamo così conchiglie, sabbie, nastri, pezzi di rami, catene, sassi e tanto altro… Sono molte le opere create dall’Artista in questo senso; a volte si tratta di opere nuove, in altri casi la Cocchi ha aggiunto questi elementi a fotografie già esistenti.

Sono lavori che prendono l’attenzione dello spettatore, tutti creati attraverso un attento lavoro fotografico e tecnologico. Personalmente mi piace ricordare la sua opera dedicata alla maschera di Pulcinella, dove il personaggio della Commedia di Zanni viene ripreso più volte con la sua chitarra, dando vita a un bel contrasto tra i colori bianco e nero: una bella metafora della vita, che vive continuamente del doppio, tra nascita e morte, binomio infine destinato a diventare Uno. Anche in questa opera l’Artista ha aggiunto un elemento, in questo caso si tratta di una decorazione sulla testa di Pulcinella, che forma una corona multicolore, che offre vivacità al complesso.

In altri casi la fotografia dell’Artista si fa spontanea e quasi senza filtri digitali. In questo caso primeggiano ispirazione e spiritualità, come accade per esempio per l’albero ripreso in un parco di Tivoli, che attraverso lo scatto dell’Autrice diventa un ieratico Cristo.

È giusto e anche necessario che il percorso di un Artista evolva. Questo è quello che ha fatto brillantemente Maria Flora Cocchi, che con questi nuovi tocchi è stata in grado di rendere le sue opere ancora più uniche e appetibili.

Stefano Duranti Poccetti

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