Al 56° Festival di Verezzi ha debuttato “Piccoli crimini coniugali”. E gli appuntamenti continuano: ora sono attesi il Teatro Patologico, Gaia De Laurentiis, Edy Angelillo e Blas Roca Rey

Savona. Ieri sera, giovedì 28 luglio, al 56° Festival di Borgio Verezzi ha debuttato in Prima nazionale “Piccoli crimini coniugali” di Eric Emmanuel Schmitt, sotto la regia di Nicola Pistoia. Sul palco, per l’appuntamento di humor “nero”, Giancarlo Fares e Sara Valerio hanno occupato il ruolo che sul grande schermo è stato di Sergio Castellitto e di Margherita Buy.

Guido e Lisa sono una coppia sposata da tanti anni e che ora fa ritorno a casa, dopo il ricovero di lui in ospedale per un incidente domestico che gli ha fatto perdere completamente la memoria. I toni premurosi con la cui la donna lo sollecita a recuperare ricordi del passato cozzano contro l’apparente imperturbabilità di lui, la sua freddezza, la sua curiosità, il suo guardarsi allo specchio e scoprirsi scrittore di libri gialli che si diletta a dipingere, con un po’ di paranoie (le briciole che sono “lacrime di pane”, le lampadine fulminate da non cambiare…). È un abbraccio che svela che l’uomo stia mentendo: ora pronuncia il nome dell’hotel del viaggio di nozze a Parigi e, da qui in poi, a poco a poco, tutto cambia aspetto, ogni cosa si trasforma, ogni pedina della loro storia d’amore occupa il suo giusto spazio. Non è un uomo che si diverte ad accompagnare lei in giro per acquisti, non ama il the, è pochissimo a casa ed è sempre pieno di appuntamenti, e soprattutto non è lui che dipinge, meno che mai quelle orrende mucche a spiaggia.

Solo la dinamica dell’incidente rimane da ricostruire, finge di accettare quanto gli suggerisce Lisa ma, tra dichiarazioni d’amore e scuse, Guido prosegue nel suo dialogo/interrogatorio e non dà tregua: aggressivo o pacato, manco fosse uno psicanalista (“Cos’è la mania di prendere una pillola quando si prova un sentimento?”), restituisce la moglie alla dimensione di donna che abusa di alcool ed è accecata dalla gelosia, e finalmente tutte le carte si scoprono.

Eccezionali entrambi. Fares e Valerio non perdono una battuta in un copione che incalza e non dà tregua per poco più di un’ora. Le scene (Saval, come i costumi) sono semplici, funzionali e aggiungono “movimento” ai dialoghi: al centro del palco un grande e largo tavolo basso che simboleggia il pavimento di una stanza, ai lati uno scalino-seggiolino e una poltrona con la molla “intellettuale” che induce alla riflessione, per un andirivieni continuo. E ben poche volte la trama prevede che gli attori si allontanino da questi pochi elementi (oltretutto, a nostro parere, converrebbe cambiar scusa anciché far uscire di scena Lisa per due volte per andare in bagno).

Tutti i cambi di umore incatenano il pubblico alle seggiole, il ricordo del loro incontro (che poi sarà rivissuto scambiandosi le parti) è tra i momenti dolci, con le luci che si attenuano quando rivivono i primi dialoghi. E, passo dopo passo, nonostante le parole riportate sul suo giallo “Piccoli crimini coniugali” (il preferito tra i libri che ha scritto Guido, ma anche il più dissacrante sulla vita matrimoniale, non a caso quel volume che Lisa detesta e non gli ha portato in ospedale), la coppia si ricompone perché “in me c’è la tua impronta, e in te la mia”, come dice la donna.

Domani sera, sabato 30 luglio, al 56° Festival andrà in scena “Medea”, personalissimo adattamento dal testo di Euripide, a cura di Dario D’Ambrosi anche regista che è la conclusione di un percorso didattico-terapeutico della scuola di formazione teatrale per diversamente abili, i ragazzi della Compagnia stabile del Teatro Patologico che affiancheranno attori professionisti quali Sebastiano Somma, Almerica Schiavo, Paolo Vaselli e Morgana Forcella. Un titolo che, solo per fare un esempio, in primavera ha debuttato al teatro Argentina di Roma con un tutto esaurito, “mentre in altri Stati – ha ricordato il regista in conferenza stampa – tengono questi giovani sui letti di contenzione con camicie di forza”.

A seguire, ritorna in piazzetta Sant’Agostino Gaia De Laurentiis con “Dove ci sei tu” di Kristen Da Silva, regia di Enrico Maria Lamanna. Per la Prima nazionale di martedì 2 agosto e mercoledì 3, con De Laurentiis ci saranno Fabrizia Sacchi, Cecilia Guzzardi e Alessandro Blasioli. Le protagoniste sono due sorelle completamente diverse che vivono in una fattoria del Canada mantenendosi con la realizzazione di marmellate, con quotidiana preoccupazione di spiare il giovane vicino… Alla fattoria giungerà la figlia di una di loro, e c’è un segreto che le sorelle non le potranno più nascondere, senza sapere che pure la figlia ha un segreto, ma ora è arrivato il momento della verità.

Le Prime nazionali continuano con lo spettacolo di venerdì 5 agosto e sabato 6, “La ciliegina sulla torta” di Diego Ruiz anche regista, con Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi e Adelmo Fabo. Una famiglia modello che viene messa a dura prova da un piccolo-grande imprevisto: cosa succede se la fidanzata che il figlio porta in casa per le presentazione non è quella che ci si aspettava ma ha più anni di lui? Ne riparleremo (inizio di tutti gli spettacoli alle 21.30; www.festivalverezzi.it; nella foto, Giancarlo Fares e Sara Valerio).

Laura Sergi

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