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Le “Mine vaganti” di Ozpetek esplodono a teatro. Siena fra le tappe toscane del tour nazionale

Data:

Al Teatro dei Rinnovati di Siena dal 25 al 27 novembre 2022

Un gradito ritorno, quello di Ferzan Ozpetek, per l’adattamento teatrale di uno dei suoi capolavori cinematografici, Mine Vaganti.

Due David Di Donatello, cinque Nastri D’Argento e 4 Globi D’Oro per la commedia agrodolce che già nel 2010 faceva riflettere sul coming out all’italiana.

La storia è quella del giovane Tommaso (Edoardo Purgatori), trapiantato a Roma da un piccolo paesino del Sud per una prospettiva di vita meno provinciale, costretto a rientrare in famiglia per fare un “doppio” coming out: ha ambizioni letterarie e non una laurea in Economia, è omosessuale e non darà mai degli eredi ai propri genitori.

Eppure la famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in espansione, è ben ancorata alle proprie tradizioni culturali borghesi e tiene moltissimo all’approvazione dei compaesani, dai quali accetterebbe solo della sana invidia. In questo clima, Tommaso vorrebbe rivelare di non essere ciò che i suoi cari credono e, per dare una delusione simile, cerca sostegno nel fratello Antonio (Carmine Recano). Pessima idea, perché Antonio lo brucia sul tempo, rivelando la propria omosessualità e causando un infarto al capofamiglia. Tommaso si sente costretto a rivedere, quindi, i suoi piani, si ferma in paese e si mette alla prova come uomo d’affari cercando di dirigere l’azienda di famiglia. A complicare ulteriormente la situazione, da Roma arrivano le “amiche”, coppia gay che scorta al Sud il compagno di Tommaso.

Di Ozpetek si riconosce subito la cifra stilistica, lo svelamento di ipocrisie domestiche. Lo spirito intrigante della pellicola resta nella pièce – complici anche le musiche di Pasquale Catalano, che catturano e rituffano nel film.
La versione teatrale accentua il machismo del capofamiglia (Francesco Pannofino insuperabile) e un certo macchiettismo delle “amiche”, con zeppe disco, qualche trasparenza aderente e un siparietto queer – molto gradito: con la performance rapida di Francesco Maggi, il pubblico si è scaldato; con due, si sarebbe scatenato.

Buon lavoro di cast, complici, tra gli altri, Iaia Forte, Roberta Astuti, Sarah Falanga, Mimma Lovoi, Luca Pantini. Gli attori spesso scendono in platea, interagiscono col pubblico, chiamato ad interpretare il ruolo della piazza benpensante, dei compaesani dallo stigma facile.
La mina vagante per eccellenza, però, il personaggio che costituisce una minaccia concreta per i suoi comportamenti poco prevedibili, è la capofamiglia morale dei Cantone, la nonna, splendidamente dolce e saggia, Simona Marchini.

Prossima occasione per rivedere lo spettacolo in Toscana, a febbraio a Grosseto.

V. S.

Regia e drammaturgia: Ferzan Ozpetek
Con: Francesco Pannofino, Iaia Forte, Edoardo Purgatori, Carmine Recano, Simona Marchini, Roberta Astuti, Sarah Falanga, Mimma Lovoi, Francesco Maggi, Luca Pantini
Scene: Luigi Ferrigno
Costumi: Alessandro Lai
Luci: Pasquale Mari
Produzione: Nuovo Teatro e Fondazione Teatro della Toscana
Foto Romolo Eucalitto

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