Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Le tre magie

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C’era un bambino che si chiamava “Bimbo” che desiderava far felici le persone.
Bimbo era un po’ magico e sapeva disegnare con la luce che gli usciva dal dito indice della mano destra.
Ad esempio, qualcuno gli chiedeva di disegnare una nave e Bimbo col suo ditino tracciava potenti linee luminose nell’aria materializzando il desiderio che gli era stato manifestato.

Bimbo gironzolava sempre insieme ad un gattino rossiccio striato di rosso più fulvo di nome “Micietto”.
Anche Micietto era un po’ magico e con le sue fusa faceva cose incredibili.
Appena lo si accarezzava, soprattutto sotto il collo, Micietto trasformava le sue fusa nella musica preferita di chi lo accarezzava.
Era assoluta la sorpresa nei volti degli involontari ascoltatori.
Il tutto sapeva di sbalorditivo.
Il bello è che Micietto avrebbe potuto emettere musica all’ infinito, delle coccole non si stancava mai.

Con Bimbo e Micietto c’era sempre un cane meticcio, forse mezzo pastore tedesco e mezzo chissà che il cui nome era “Canzone”.
Anche Canzone aveva una particolarità, con il movimento della coda era capace di creare delle opere, cioè, spostava gli oggetti in modo da creare dalla loro nuova disposizione delle figure.
Adorava “disegnare” ossi.
Una volta creò un grande osso spostando due divani con relative poltrone con spalliera ricurva che erano stati gettati in una discarica.
In realtà, il suo potere più impressionante consisteva nel materializzare l’ oggetto preferito della persona che lo accarezzava provocandogli una lieta scodinzolata.
Una volta, ad esempio, Canzone riuscì a riprodurre col movimento della sua coda la forma di una grande brioche desiderata dalla bambina che lo stava accarezzando spostando cataste di pezzi di legno, cartoni e foglie.
La brioche era enorme e la bambina non credeva ai suoi occhi.

Bimbo, Micietto e Canzone sparivano all’improvviso per gran parte
dell’ anno per ricomparire nei pressi del Natale e, girando per paesi e villaggi, portavano gioia e uno sgomento fantastico in chiunque aveva la fortuna di incontrarli.

Ci sono forme d’arte di origini misteriose ed appartengono esclusivamente a chi non desidera altro che voler bene.
Il donare e donarsi resta la più luminosa forma d’arte.

Buon Natale

ROViRO’

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