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“Iki – bellezza ispiratrice”: a tu per tu con Francesco Cavestri

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Francesco Cavestri (classe 2003) è Pianista compositore e divulgatore, ha iniziato a studiare pianoforte dall’età di 4 anni e si laurea a 20 anni in pianoforte jazz al Conservatorio di Bologna (il più giovane laureato del dipartimento Jazz). Negli USA ha modo di frequentare la scena musicale newyorkese e di studiare al Berklee College of Music di Boston, dove conosce un gruppo di musicisti americani con cui si esibirà in importanti rassegne estive a Bologna e a Boston. Il suo primo album “Early17,” una combinazione di hip-hop, soul e R&B, con elementi di jazz contemporaneo, con 9 tracce inedite e feat di Fabrizio Bosso, ottiene consenso di pubblico e di critica. In questi anni si è esibito in importanti Festival e Jazz Club italiani ed esteri  (il Bravo Caffè di Bologna, l’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, la Cantina Bentivoglio di Bologna, il Wally’s Jazz Club di Boston, la Casa del Jazz di Roma, il Festival Time in Jazz in Sardegna, il Festival JazzMi a Milano). Come divulgatore ha presentato la sua lezione-concerto “Jazz/hip hop – due generi fratelli) nelle scuole, nei teatri (anche a fianco di Paolo Fresu) e nei festival (Time in Jazz e JazzMI) e a breve uscirà anche una pubblicazione. Al Festival “Strada del Jazz 2023” con il suo concerto in Piazza Maggiore a Bologna (che è stato registrato e prodotto dalla Regione Emilia Romagna per la rassegna Viralissima.) ha vinto il Premio come giovane pianista che unisce presente e futuro. Di recente ha anche registrato la sua prima colonna sonora per un podcast di produzione Rai, il cui album è in uscita. Ma oggi Francesco ci parla di “IKI – BELLEZZA ISPIRATRICE”  il suo  nuovo album disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 19 gennaio 2024.

Ciao Francesco, ben trovato al Corriere dello Spettacolo. Ho avuto il piacere di ascoltare i brani di “Iki – bellezza ispiratrice” che mi hanno molto colpito per la loro bellezza e particolarità. Vogliamo iniziare proprio parlando di “Iki – bellezza ispiratrice”?

E’ un album ispirato alla filosofia giapponese, proprio la parola “Iki” è un termine della filosofia giapponese che indica la ricerca estetica, passionante e costante, ricerca che muove di fatto lo sviluppo dell’album. Un album che come sai risente di influenze diverse, si nutre di tanti ascolti, di quelle che sono le miei ispirazioni musicali – Jazz, musica elettronica, citazioni e riprese di artisti come John Coltrane. Ci sono tante ispirazioni e influenze cercando di creare un suono caratteristico e un sound personale. Nell’album ci sono sei tracce musicali che condensano quattro o cinque sottogeneri diversi. Naturalmente, tutti assimilabili e accomunabili al genere del Jazz, che è il genere che preferisco per cui ho seguito la mia formazione. Ovviamente è il genere che amo ma che mi piace mescolarlo ad altri generi musicali di cui l’album è pieno.

Aggiungo che ne vengono fuori dei brani che trasmettono molto, numerosi messaggi, ma  soprattutto dei brani che forse, non so se ho percepito bene, descrivono il mondo di oggi. Ci raccontano proprio questo?    

Sì! Un mondo che è estremamente plurale, multiculturale, globalizzato, un modo in cui molte culture diverse si interfacciano, o per lo meno è questo l’ideale del mondo a cui dovremmo aspirare oggi. Proprio il messaggio che voglio dare in questo album è questo mondo a cui dovremo ispirarci. Per far questo mi sono voluto ispirare a vari artisti anche di epoche diverse.

Tra queste sei tracce, c’è n’è una che mi ha colpito in modo particolare, sto parlando di “Sguardi”. Cosa mi dici questo brano?

Il titolo mi è venuto fuori ascoltandolo più volte, nel senso che prima l’ho scritto e poi ho pensato al titolo. L’ho chiamato “Sguardi”, perché dal mio punto di vista si può osservare da sguardi differenti che hanno sguardi differenti.

 Oltre a “Sguardi”, all’interno dell’album troviamo “Distaccati” (da “La Dolce Vita”)”, “Naima / Everything In Its Right Place (ft. Cleon Edwards)”, “Apollineo e Dionisiaco”, “Giovani Lacrime (Teardrop)” e “IKI – Bellezza Ispiratrice (ft. Paolo Fresu)”, brani veramente immensi che vanno assolutamente ascoltati, brani che ogni volta che li riascolti donano dei messaggi diversi, facendoti fare un’esperienza diversa e aprono in qualche modo alla riflessione e al saper vedere sempre qualcosa di nuovo. Questo è un mio pensiero che esprimo con grande emozione. Prima di salutarci, ti voglio domandare: Come nasce la tua passione per il genere Jazz?

Avevo circa 12 – 13 anni, ho fatto le scuole medie musicali, la mia professoressa di pianoforte mi consigliò di ascoltare degli artisti, in particolare Evans, pianista straordinario del genere jazz. Mi innamorai di quel suono, del suo pianismo e piano piano mi sono avvicinato a tutte le forme del jazz arrivando a quelle più contemporanee, quindi a quelle in cui il Jazz si lega agli generi musicali.

Questa era l’ultima domanda, augurandoti un grande in bocca al lupo per questo album e per tutti i tuoi progetti musicali e vita, ti ringrazio per questa meravigliosa intervista e chiacchierata.

Grazie a te Giuseppe, è stato un grande piacere.

Giuseppe Sanfilippo

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