La surreale bigamia e il tradimento dell’amicizia in “Tris di cuori” con P. Barale

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Il romanticismo e la comunanza di gusti ed interessi, qualcuno con cui potersi confidare aprendo il proprio animo, sono i sentimenti fondamentali della persona umana, che tuttavia vanno ben distinti tra loro : il primo riguarda l’innamoramento del cuore per quella che si ritiene la propria “anima gemella” con cui si reputa di potersi completare ed arricchire reciprocamente vivendo le gioie ed i piaceri dell’amore , secondo i principi di quel moralista e sessuologo che era Doms; la seconda è l’amicizia in base ad una predisposizione della psiche per qualcuno che condivide la nostra stessa mentalità e cultura, con cui possiamo realizzare un progetto di vacanza o piano di condivisione strategica di realizzazione d’un lavoro. Tali due tematiche son  importanti per l’individuo perché l’amore è il calore e la pulsione basilare ed irrinunciabile della vita, mentre l’amicizia ti permette di avere qualcuno con cui dialogare, ricevere consigli e suggerimenti secondo il noto adagio “chi trova un amico, scopre un tesoro”. Codesti principi insieme all’ineluttabilità del lavoro per avere la serena tranquillità del reddito sicuro per sopravvivere senza problemi l’abbiamo rinvenuti pure nell’ultima commedia che chiude la stagione di prosa del Golden di via Taranto e che in chiave farsesca e paradossale ha per protagonista Maria Teresa una fervida e sensuale scrittrice di testi rosa con argomento centrale il battere del cuore per il desiderio sessuale che, non potendo ottenere tutto da un unico marito, crede bene di potersi dividere in due concedendosi a due coniugi d’età, estrazione sociale e professione differenti. Logicamente questa è pura fantasia in quanto la bigamia in Occidente , diversamente dai Paesi islamici dell’Africa o dell’Asia, non è ammessa, anche se poi di fatto potrebbero benissimo esserci due famiglie, come per Pupo o per coloro che godono di due nuclei domestici essendo l’uno legalizzato e l’altro no. Sarebbe assurdo pretendere che un’unica persona potesse assommare in sé tutte le qualità e le risorse umane che una donna vorrebbe idealmente dal suo compagno, a qualcosa bisogna pur rinunciare, anche se la Nazzaro, sposando oggi Stefano Oradei in seconde nozze, s’è augurata di no. Ciò non è stato possibile ed accettabile per il personaggio interpretato splendidamente dalla fascinosa bionda   Paola Barale, che così nel romanzo testé scritto diventa Maria, moglie del professore di matematica Giorgio casalingo e tutto d’un pezzo, privo d’improvvisi sussulti e piuttosto noioso impersonato da Simone Montedoro , per metà settimana e per la restante parte Teresa , coniuge di Denny musicista in erba e privo d’incisioni al suo attivo. Siffatta amara certezza della moglie Maria Teresa, l’incredulo Giorgio la saprà leggendo il libro, in  quanto nelle pagine seguenti lei chiarirà all’amica editrice Sara che ciò che uno non ha , quale la fresca vivacità giovanile e l’ebbrezza ideologica entusiastica, la passione per una disciplina artistica, a cerarlo nell’altro, finché non sopraggiungano imprevisti a rompere le uova nel paniere.  L’inatteso si potrebbe verificare se la bigama restasse incinta ignorando chi sia il padre e se chiedesse alla pimpante castana Sara di sostituirla, avendo ingenuamente proposto il docente al musicista, influenzato dal talento dello sciamano Morrison, di venire a cena da lui e Maria  Teresa non sapesse come uscire dal guaio, tanto da  suggerire  come scusa  all’amica editrice di sostituirla. Naturalmente Sara inizialmente non sa come fare e respinge l’invito sostitutivo di Maria Teresa, ma poi si cala talmente nella parte fantastica che ebbra si lascia ipoteticamente sedurre da entrambi e così tradisce l’amica, che  alla fine non sarà imbarazzata soltanto dal non sapere di chi è gravida ma dal non poter  contare su Sara che attende anche lei due gemelli. I colpi di scena ed i ribaltoni non mancheranno in  questo esilarante gioco di cuori  che resterà unico divertimento ideale e supposto per il pubblico, oppure potrebbe diventare al termine reale  con la magica e concreta comparsa estemporanea dell’idraulico in casa del professore? Certe volte i sogni desiderati  per  la buona sorte sono destinati ad avverarsi, come la “dea bendata” che con una fortunata schedina da due euro ha regalato 100 milioni del corrente denaro  allo scommettitore di via Toledo a Napoli.Sarà così pure per il vagheggiato auspicio onirico di Maria Teresa? L’aspetto riflessivo sull’amicizia che talvolta per  subdolo opportunismo egoista viene facilmente messa da parte è rappresentato dalla promiscua condotta superficiale di Sara cui presta il volto e la condotta libertina Ilaria Canalini, mentre il più disinvolto  marito  Danny dal fisico aitante e conquistatore è immedesimato da Mauro Conte. La convinzione che la felicità si raggiunge in tre , che nel Medioevo come simbolo della Trinità, delle Virtù Teologali e delle Cantiche dantesche con i suoi multipli costituiva il numero perfetto, è utopistica e deriva dal volere il massimo con la somma delle caratteristiche di due individui senza tralasciare nulla, ma da qui poi scaturisce la gelosia per lo più  ed il virtuale diletto spesso si trasforma in dramma. Il grottesco e stravagante testo, che tuttavia può avere qualche attinenza con il vissuto civile e pragmatico pure da noi nel Vecchio Continente, è stato redatto da Toni Fornari ,  che lo dirige anche con allegria ludica, dialoghi interattivi e contrapposizione psicologica dei personaggi, enucleati attraverso le varie sequenze immaginate e spiegate con crescente ilarità. Il lavoro sarà replicato fino a domenica prossima, per poi cedere il passo a partire dal  29 c.m. fino  al 18 giugno alla IX edizione del “Festival del Teatro Forense” con una serie di spettacoli all’impronta del giallo che saranno analiticamente ricostruiti sul palcoscenico con i moventi del crimine e  la plausibilità o meno dei risultati cui si giunse mediante l’indagini svolte o la suggerita propensione a riaprire il caso per la revisione della storia e del relativo processo, come si sta cercando di fare a Brescia per  i condannati Rosa ed Olindo.

Giancarlo Lungarini

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