Liriche di Roberto Casati, Roberto Pagliai e Romina Abatelli (Premio Pierluigi Galli 2025)

Data:

 

Roberto Casati

 

DA SEMPRE CERCO LA VERITA’

Da sempre cerco la verità

in brevi dediche alla memoria

a tutto ciò che ricordo

e a tutto ciò che vorrei ricordare

se la mente non fosse corrotta

nello specchio leggo i vostri nomi

scorrendo con il dito la riga

leggo dai libri questa durata fragile

l’opportuno bagliore che svela

il prossimo colore delle ortensie

eppure è una selva di rovi quel che resta

senza più nulla da proteggere

nel giorno che diventa notte

nel vibrare che ricresce

sul ramo secco del gelso

così ti proteggerò a caro prezzo

quel che è stato rotto resterà brivido nella mia mano.

 

NEL TEMPO CHE RESTA

Nel tempo che resta

raccolgo i frutti della vendemmia

del mosto lascio tracce

sulla bianca camicia

mentre un palloncino colorato

vola alto verso il cielo

ed i tuoi occhi

incontro mentre disegni

seduto agli angoli del tempo

schizzi di un cuore felice

parole leggere ci diciamo

davanti un caffè

nel durante

ho camminato sulla tua strada

spalancato l’orizzonte

mentre dalle nuvole il sole

si muove lungo il corridoio

di uscita dalle stanze.

 

LE ATTESE ROVINANO GLI OCCHI

Le attese rovinano gli occhi

cambiano velo alle parole

scrostano il muro

al passo lento del cammino

nella notte che attraversa

il bagliore del tuo piccolo seno

ti ricordi il vestito leggero

fuggito alla vista tra neve e gelo

l’ingenuità delle mie mani

nel tempo di un cuore malandato?

abbiamo coccolato l’anima

fino a sentirne la voce nuova

succhiato il resto all’ultimo balbettio

cercando di fare del domani

un giorno non come un altro della vita.

 

Roberto Pagliai

 

Il professore

L’ho incontrato lungo la via

a ridosso della ferrovia

lo sguardo perso

il passo incerto

il sorriso spento

mi ha riconosciuto?

L’ho rivisto nei miei sogni di ragazzo

a passo svelto

il registro in mano

la sua lezione dopo la ricreazione

l’ho rivisto quasi per caso

il mio professore

una mattina di ottobre

lungo i viali della stazione

il passo incerto

Mi ha riconosciuto?

Certo!

Sei Roberto?

Mi guarda

mi scruta mi abbraccia

lo tengo stretto

lo proteggo

lo penso spesso

lo sguardo perso

il sorriso spento

una lacrima

soltanto una grande lacrima

gli riga il volto ancora bello

lo lascio così all’improvviso

una mattina di ottobre alla stazione

Ciao professore

 

Passeggiando all’interno di un convento

Scrivendo, in questo preciso istante

cogliendo il momento

del silenzio di uno spazio aperto

o semplicemente di un semicerchio

passeggiando lungo i sentieri di un convento

perso nei meandri del tempo

dimentico nel brusio leggero del vento

sento

di cicale e di uccelli

di lavande profumate

di farfalle e insetti

nettari lontani

dimenticati

profumati di sole di luglio

che spezza le reni e le pietre

asseta le gole

abbevera le fiere

cercatori d’infinito

di una bionda ragazza

che sola prega

con una Bibbia in mano

di un frate

di un giovane

di un vecchio sacrestano

di un’anziana signora

che passeggia col cane

di un nipote che ride

di una mattinata lontana

da una vita agitata

forse sbagliata

con una formica che corre veloce

nel foglio che scrivo

ed io che cerco te

ma non te lo dico

e come un perfetto sognatore

ancora lo grido

 

Pensando alla mamma

Penso alla mia mamma

sempre sola e stanca

e bianca

non mi riconosce più

ma sorride

e mi basta

chi sei? Sei Roberto?

signore, signore mi grida

ma fa lo stesso

l’accarezzo

con pudore forse

forse con rispetto

c’è sentimento?

Vuoi un gelato? Una fragola?

Andiamo al mercato?

Scherzo, rido, piango

mi distraggo

scappo

piango

in questo giorno caldo

non mi riconosci più

ombra della gioventù

Roberto, ma veramente sei proprio tu?

 

Romina Abatelli

 

VORREI CHE FOSSE L’ ULTIMA POESIA

Vorrei poterti scrivere un’ ultima poesia

e raccontare al mio cuore l’ ennesima bugia.

Vorrei poterti dire che il pensiero di te non è più presente,

per far stare meglio questo mio cuore, abbindolandolo abilmente.

Un’ ultima dolce poesia per darti l’ addio finale,

vorrei tanto al mio cuore distrutto, questo, regalare.

Vorrei fargli sapere che il sentimento verso di te non è più così intenso,

se credesse davvero a queste parole, si sentirebbe meno perso.

Invece di sicuro non sarà l’ultima poesia,

scriverò ancora per te, un’ altra stupida pazzia.

Il mio cuore non dovrà mai più sapere di questa mia follia,

lui non deve più percepire questa silenziosa e tormentata agonia.

 

 

DAMMI LA MANO, TI PORTO IN MEZZO AL MARE

Due mani al tramonto che si stringono forte,

saliamo su quella barca e sfidiamo la sorte.

Vieni qui ancora più vicino, voglio darti il mio aiuto,

stai tranquilla, non pensare a ciò che è accaduto.

Un raggio di sole ci spinge a muovere il passo.

Guardami negli occhi, non tenere lo sguardo basso.

Ora da quassù puoi osservare l’immensità del mare.

Senti che pace, da questa libertà lasciati affascinare.

Lo so che hai ancora un po’ di paura

io sono al tuo fianco, ti indicherò la via meno oscura.

Basta guardare l’orizzonte e seguire la luce del sole.

Anche il tuo cuore saprà suggerirti le giuste parole.

Resta ancora in piedi e ascolta del mare le sue onde,

puoi fargli una domanda e vedrai che lui ti risponde.

Ti dirà: “È vero, la vastità del mondo ti può disorientare,

ma tu credi in te stessa e riuscirai la vita ad affrontare”.

Io ti starò vicina non ti preoccupare,

di me ti potrai sempre fidare.

Inizia a respirare a pieni polmoni

lascia che l’angoscia ti abbandoni.

Tra la salsedine e la brezza delicata,

qui su questa barca, ti sentirai col mondo riappacificata.

Lo sento sei ormai pronta, in questo mare ti puoi tuffare.

Inizia a nuotare e lasciati dalla vita trasportare.

 

 

SPENSIERATA AMICIZIA

Sento che a volte la solitudine è un’ombra che pesa,

una stanza vuota, una voce a un filo sospesa.

È il silenzio che bussa imperterrito alla mia porta,

insiste ad entrare e rimanere inerme mi esorta.

Ma per fortuna non riesco a bloccarmi ed esco fuori a cercarvi.

Corro furiosamente tra le vie buie e infine riesco a trovarvi!

Appena vi vedo mi torna il sorriso e tutto cambia colore,

vedo intorno una luce calda e gialla come quella di un girasole.

Rido con voi anche per una banale sciocchezza

e per un momento non so più cosa sia la tristezza.

Una giornata spensierata al mare a ridere e mangiare insieme

un momento deciso all’ ultimo secondo, il mio cuore freme.

Una chiamata inaspettata, un caffè veloce, un abbraccio rubato;

al mio cuore, uno stato d’animo spensierato avete donato.

Un legame che nasce senza nessuna ragione,

ma che salva la vita, come una dolce canzone.

Posso perdermi, essere in difficoltà e pure cadere,

ma sono sicura che la mia mano saprete saldamente tenere!

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