Roberto Casati
DA SEMPRE CERCO LA VERITA’
Da sempre cerco la verità
in brevi dediche alla memoria
a tutto ciò che ricordo
e a tutto ciò che vorrei ricordare
se la mente non fosse corrotta
nello specchio leggo i vostri nomi
scorrendo con il dito la riga
leggo dai libri questa durata fragile
l’opportuno bagliore che svela
il prossimo colore delle ortensie
eppure è una selva di rovi quel che resta
senza più nulla da proteggere
nel giorno che diventa notte
nel vibrare che ricresce
sul ramo secco del gelso
così ti proteggerò a caro prezzo
quel che è stato rotto resterà brivido nella mia mano.
NEL TEMPO CHE RESTA
Nel tempo che resta
raccolgo i frutti della vendemmia
del mosto lascio tracce
sulla bianca camicia
mentre un palloncino colorato
vola alto verso il cielo
ed i tuoi occhi
incontro mentre disegni
seduto agli angoli del tempo
schizzi di un cuore felice
parole leggere ci diciamo
davanti un caffè
nel durante
ho camminato sulla tua strada
spalancato l’orizzonte
mentre dalle nuvole il sole
si muove lungo il corridoio
di uscita dalle stanze.
LE ATTESE ROVINANO GLI OCCHI
Le attese rovinano gli occhi
cambiano velo alle parole
scrostano il muro
al passo lento del cammino
nella notte che attraversa
il bagliore del tuo piccolo seno
ti ricordi il vestito leggero
fuggito alla vista tra neve e gelo
l’ingenuità delle mie mani
nel tempo di un cuore malandato?
abbiamo coccolato l’anima
fino a sentirne la voce nuova
succhiato il resto all’ultimo balbettio
cercando di fare del domani
un giorno non come un altro della vita.
Roberto Pagliai
Il professore
L’ho incontrato lungo la via
a ridosso della ferrovia
lo sguardo perso
il passo incerto
il sorriso spento
mi ha riconosciuto?
L’ho rivisto nei miei sogni di ragazzo
a passo svelto
il registro in mano
la sua lezione dopo la ricreazione
l’ho rivisto quasi per caso
il mio professore
una mattina di ottobre
lungo i viali della stazione
il passo incerto
Mi ha riconosciuto?
Certo!
Sei Roberto?
Mi guarda
mi scruta mi abbraccia
lo tengo stretto
lo proteggo
lo penso spesso
lo sguardo perso
il sorriso spento
una lacrima
soltanto una grande lacrima
gli riga il volto ancora bello
lo lascio così all’improvviso
una mattina di ottobre alla stazione
Ciao professore
Passeggiando all’interno di un convento
Scrivendo, in questo preciso istante
cogliendo il momento
del silenzio di uno spazio aperto
o semplicemente di un semicerchio
passeggiando lungo i sentieri di un convento
perso nei meandri del tempo
dimentico nel brusio leggero del vento
sento
di cicale e di uccelli
di lavande profumate
di farfalle e insetti
nettari lontani
dimenticati
profumati di sole di luglio
che spezza le reni e le pietre
asseta le gole
abbevera le fiere
cercatori d’infinito
di una bionda ragazza
che sola prega
con una Bibbia in mano
di un frate
di un giovane
di un vecchio sacrestano
di un’anziana signora
che passeggia col cane
di un nipote che ride
di una mattinata lontana
da una vita agitata
forse sbagliata
con una formica che corre veloce
nel foglio che scrivo
ed io che cerco te
ma non te lo dico
e come un perfetto sognatore
ancora lo grido
Pensando alla mamma
Penso alla mia mamma
sempre sola e stanca
e bianca
non mi riconosce più
ma sorride
e mi basta
chi sei? Sei Roberto?
signore, signore mi grida
ma fa lo stesso
l’accarezzo
con pudore forse
forse con rispetto
c’è sentimento?
Vuoi un gelato? Una fragola?
Andiamo al mercato?
Scherzo, rido, piango
mi distraggo
scappo
piango
in questo giorno caldo
non mi riconosci più
ombra della gioventù
Roberto, ma veramente sei proprio tu?
Romina Abatelli
VORREI CHE FOSSE L’ ULTIMA POESIA
Vorrei poterti scrivere un’ ultima poesia
e raccontare al mio cuore l’ ennesima bugia.
Vorrei poterti dire che il pensiero di te non è più presente,
per far stare meglio questo mio cuore, abbindolandolo abilmente.
Un’ ultima dolce poesia per darti l’ addio finale,
vorrei tanto al mio cuore distrutto, questo, regalare.
Vorrei fargli sapere che il sentimento verso di te non è più così intenso,
se credesse davvero a queste parole, si sentirebbe meno perso.
Invece di sicuro non sarà l’ultima poesia,
scriverò ancora per te, un’ altra stupida pazzia.
Il mio cuore non dovrà mai più sapere di questa mia follia,
lui non deve più percepire questa silenziosa e tormentata agonia.
DAMMI LA MANO, TI PORTO IN MEZZO AL MARE
Due mani al tramonto che si stringono forte,
saliamo su quella barca e sfidiamo la sorte.
Vieni qui ancora più vicino, voglio darti il mio aiuto,
stai tranquilla, non pensare a ciò che è accaduto.
Un raggio di sole ci spinge a muovere il passo.
Guardami negli occhi, non tenere lo sguardo basso.
Ora da quassù puoi osservare l’immensità del mare.
Senti che pace, da questa libertà lasciati affascinare.
Lo so che hai ancora un po’ di paura
io sono al tuo fianco, ti indicherò la via meno oscura.
Basta guardare l’orizzonte e seguire la luce del sole.
Anche il tuo cuore saprà suggerirti le giuste parole.
Resta ancora in piedi e ascolta del mare le sue onde,
puoi fargli una domanda e vedrai che lui ti risponde.
Ti dirà: “È vero, la vastità del mondo ti può disorientare,
ma tu credi in te stessa e riuscirai la vita ad affrontare”.
Io ti starò vicina non ti preoccupare,
di me ti potrai sempre fidare.
Inizia a respirare a pieni polmoni
lascia che l’angoscia ti abbandoni.
Tra la salsedine e la brezza delicata,
qui su questa barca, ti sentirai col mondo riappacificata.
Lo sento sei ormai pronta, in questo mare ti puoi tuffare.
Inizia a nuotare e lasciati dalla vita trasportare.
SPENSIERATA AMICIZIA
Sento che a volte la solitudine è un’ombra che pesa,
una stanza vuota, una voce a un filo sospesa.
È il silenzio che bussa imperterrito alla mia porta,
insiste ad entrare e rimanere inerme mi esorta.
Ma per fortuna non riesco a bloccarmi ed esco fuori a cercarvi.
Corro furiosamente tra le vie buie e infine riesco a trovarvi!
Appena vi vedo mi torna il sorriso e tutto cambia colore,
vedo intorno una luce calda e gialla come quella di un girasole.
Rido con voi anche per una banale sciocchezza
e per un momento non so più cosa sia la tristezza.
Una giornata spensierata al mare a ridere e mangiare insieme
un momento deciso all’ ultimo secondo, il mio cuore freme.
Una chiamata inaspettata, un caffè veloce, un abbraccio rubato;
al mio cuore, uno stato d’animo spensierato avete donato.
Un legame che nasce senza nessuna ragione,
ma che salva la vita, come una dolce canzone.
Posso perdermi, essere in difficoltà e pure cadere,
ma sono sicura che la mia mano saprete saldamente tenere!

