21 settembre 2026: l’estate calda, la lunga estate calda, è arrivata alla fine e tutto il fermento dei teatri è già notevolmente sottolineato dal fatto che le biglietterie sono aperte, aperte prenotazioni, abbonamenti rinnovati, posti fissi confermati. Ulteriore conferma mi è stata data dall’incontro casuale per le vie di Trieste con la Responsabile dell’Ufficio Stampa del Teatro Rossetti Ilaria Lucari e col Direttore Paolo Valerio: siamo giunti ai blocchi di partenza!
Le stagioni sono veramente interessanti, a tutti i livelli, tutti i teatri della zona di Trieste sono pieni di cose e di spettacoli veramente accattivanti.
È stata un’estate anche piena di eventi e piena di emozionanti situazioni, come quella per esempio del premio “Curzio Inghirami-Ombra della Sera” conferito i primi di agosto a Paolo Valerio (direttore artistico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia) per la regia de “La coscienza di Zeno”, nell’ambito del festival del Teatro Romano di Volterra. Questo riconoscimento corona la terza stagione in tournée dello spettacolo – applaudito in tutta Italia – e un periodo particolarmente soddisfacente per Valerio, reduce dai successi di “Non si sa come” di Pirandello e “Romeo e Giulietta” di Shakespeare”. Il Premio “Ombra della Sera” è giunto alla sua XX edizione ed è tributato da una giuria di esperti presieduta dal critico e scrittore Giovanni Antonucci: fra i premiati di quest’anno, oltre a Paolo Valerio, figuravano artisti come Eugenio Barba, la drammaturga Letizia Russo, il giornalista e critico Tommaso Chimenti.
La Stagione 2026-2027 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia è una vera festa del teatro: nella Prosa ci saranno spettacoli di prestigiosi registi (ad esempio Davide Livermore, Leo Muscato, Pierfrancesco Favino, Antonio Latella, Federico Tiezzi, Serena Sinigaglia), autori classici e attuali (come ad esempio Shakespeare, Ariosto, Brecht, Pirandello e Kureishi, Massini, Macmillan, Spregelburd) e fra gli attori, maestri e giovani talenti: Umberto Orsini, Laura Marinoni, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti, Alessio Boni, Federica Luna Vincenti, Vinicio Marchioni, Simone Cristicchi, Lunetta Savino, Salvo Ficarra, Luca Bizzarri, Enrico Brignano), Virginia Raffaele (per citarne solo alcuni) e tanti nuovi talenti e nuovi spettacoli per il magnifico spazio della Sala Bartoli, sala che vedrà anche il ritorno della mitica e potente Ariella Reggio, stella e icona del teatro italiano e locale.
Ritornerà, come accennato, Le Cirque du Soleil con uno spettacolo nuovo di zecca “Echo”, (“ECHO”: il “Cirque du Soleil” ritorna a fare sognare l’Italia con uno spettacolo nuovo di zecca a Milano e a Trieste – Corriere dello Spettacolo) così come rivedremo il memorabile “The Phantom of the Opera” di Andrew Lloyd Webber, regia di Federico Bellone, varato al Rossetti un paio di anni fa, e perle internazionali come il concerto di John Owen Jones, “Gloria. Il Musical” scritto e diretto da Toni Fornari sulle musiche di Umberto Tozzi, e altri titoli italiani. Nella danza, le eccellenze in esclusiva nazionale di “Rock the Ballet” e Complexions e la sensualità di “Forever Tango”.
Una festa del teatroche riunisce i migliori registi, autori e attori del panorama italiano e internazionale. Il pubblico è chiamato a riscoprire il piacere di condividere risate, riflessioni, sorrisi, commozione e bellezza: la magia irripetibile dello spettacolo dal vivo
Si inaugura il 14 ottobre con il debutto in prima nazionale de “Le ultime lune” del triestino Furio Bordon con Alessandro Haber e la regia di Paolo Valerio (che firma anche “Jeanne d’Arc au bûcher” di Arthur Honegger, nuova collaborazione con il Teatro lirico G.Verdi di Trieste).
Dopo le storiche interpretazioni di Marcello Mastroianni nel 1996 e successivamente di Gianrico Tedeschi (diretto dallo stesso Bordon nel 2003) e di Andrea Giordana (nel 2019), uno dei più alti esempi di drammaturgia contemporanea (tradotto in dodici lingue e messo in scena con successo in tutta Europa e in Cile, Brasile, Australia, Argentina) torna in una nuova edizione firmata dallo Stabile assieme a Goldenart Production: farà omaggio ad un grande autore triestino come Bordon, e contemporaneamente, proseguirà l’indagine nell’universo degli scrittori del territorio, dopo Joyce, Svevo, Magris e i molti altri portati in scena in questi anni.
Proprio l’esito della doppia messinscena di “Romeo e Giulietta” di Shakespeare e di Charles Gounod, spinge i due grandi teatri di produzione – Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia – a unirsi in un nuovo progetto affidato alla regia di Paolo Valerio e dedicato alla figura di Giovanna D’Arco. Gli abbonati alla Stagione dello Stabile potranno così assistere in due repliche loro dedicate all’Oratorio Dramatique “Jeanne d’Arc au bûcher” di Arthur Honegger, su testo di Paul Claudel, primo esperimento storico di commistione tra recitazione pura e musica. All’orchestra del Verdi diretta dal M°Alessandro Cadario e al Coro, si intreccerà l’interpretazione di alcuni attori e della protagonista che, già incatenata al rogo, in un flashback rivive la sua epopea: la interpreterà Federica Luna Vincenti.
Un altro punto di orgoglio della nostra città è stata la “trasferta estiva”, alla presenza delle massime autorità del Vietnam e dell’Ambasciatore italiano, della presentazione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste della prima produzione operistica completa mai realizzata in Vietnam da una fondazione lirico-sinfonica italiana. Si è valorizzata l’eccellenza del nostro sistema culturale e produttivo in un Paese in rapido sviluppo economico e con relazioni sempre più profonde con l’Italia.
La “Traviata” di Giuseppe Verdi, disegnata da Arnaud Bernard per l’apertura di stagione 2024/’25 del Teatro Verdi di Trieste, ha portato l’opera lirica italiana nel cuore del Vietnam, nell’avveniristico teatro Ho Guom della capitale Hanoi. L’evento è stato accolto come uno dei massimi appuntamenti dell’anno, tanto da essere onorato dalla presenza di numerosissime massime autorità, fra cui To Lam, Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam e Presidente della Repubblica, Phan Van Giang, dal Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa, dal Ministro degli Affari Esteri, dal Ministro della Pubblica Sicurezza, dalla Ministra della Cultura, Sport e Turismo, dall‘Ambasciatore d’Italia in Vietnam e dall’Ambasciatrice del Vietnam in Italia. Hanno festeggiato, con il Sovrintendente Giuliano Polo, il Direttore Artistico Valerio Vicari, la direttrice d’orchestra Vanessa Benelli Mosell, il cast e tutte le masse artistiche del nostro Paese e della nostra Regione: è stato un evento storico nel percorso di crescita delle relazioni culturali, politiche ed economiche con l’Italia.
Dopo l’accurato e veloce restauro strutturale, il Teatro Verdi di Trieste ha riaperto il 20 settembre con la prima Stagione Sinfonica che, dopo molti anni, coprirà quasi tutto l’anno stagionale, da settembre fino a maggio, proponendo ben undici concerti e un interessante file rouge dedicato alla musica novecentesca e contemporanea. La Stagione Sinfonica e Lirica del Teatro Verdi (le cui linee guida si possono reperire al link Presentazione Stagione Teatro Verdi di Trieste: dalla musica Lirica alla Sinfonica si prospetta un autunno/inverno/primavera pieno di eventi e sorprese – Corriere dello Spettacolo) è iniziata il 20 settembre 2026: il Teatro Verdi si è riempito per il primo concerto della stagione nell’ambito del “Festival di Trieste – Il Faro della Musica”, in collaborazione con la Società dei Concerti di Trieste. Ad aprire la serata, con Francesco Lanzillotta sul podio, “White Ocean (Antarctic)” di Ezio Bosso, poi Benedetto Lupo al pianoforte che ha magnificato la straordinaria trasparenza timbrica del “concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra” di Maurice Ravel, autore scelto anche per il bis con una trattenuta Pavane. Ha fatto seguito, a chiusura del programma, la “Sinfonia n. 5” di Dmitrij Šostakóvič.
Gli appuntamenti del Festival continuano.
Ai blocchi di partenza dunque: il verde sta per scattare per riempire di calore e di colore i nostri cuori e le nostre menti, per apprezzare la magia dello spettacolo e scatenarci in applausi calorosi e affettuosi (o mugugni e fischi, chissà!) sempre però ricolmi di energia e di passione!
E con un: “W il Teatro!”, ci diamo un “a presto!”
Da Trieste per oggi è tutto!
Rosa Zammitto Schiller

