Il canto dei cantanti

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Voci come strumenti accordati, precisi, mirati.
Assorbono l’aria e la trasformano in palco, magari da un palco e inondano di sonora virtù lo spazio circostante.
È magico istante moltiplicato per testi e strumenti.

Il pubblico avvolto, stravolto.
Ascolta quel dono che, forse, non ha.
Ascolta cantare chi ben lo sa fare.
È forma d’amore, è un modo di dare.

Chi arte conserva, il cuore delizia.
La voce ora calda, ora fredda…
o con quella malizia?

Ascolti le note a forma di voci.
Sono come baci.
Ugole virtuose e democratiche.
Le parole sulle tracce di uno spartito sono per tutti.
Come tutte le forme d’arte.
Sono messe a disposizione, apprezzarne benefici e potenza attiene alle sensibilità.
Non farlo?
Che spreco!
Una lesa maestà.

Per strada o teatro, da soli o in massa,
il canto rinfranca le emozioni dei più.

C’erano sirene ammalianti e bellissime che nulla potevano senza le loro cantilene.
Il canto è incantesimo che parte da dentro e giunge nell’aria trasparente e infinita.

Che voglia di ascoltare le parole che ballano!
Danza di sillabe e linguaggi, di memorie e di virtù.

Arte parlante, musicata e sognante.
Note d’amore, parole che colorano l’aria.

ROViRO’

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