SEDUTA PSICOTERAPEUTICA VIRTUALE CON DUE ECCEZIONALI ATTRICI AL TEATRO “PARIOLI”. GEMELLE AGLI ANTIPODI PER PERSONALITA’E CARATTERE CON C.NOSCHESE E N. BRILLI IN “MANOLA”

18 – 22 maggio 2022 al Teatro Parioli di Roma

Unite il talento creativo di una straordinaria scrittrice geniale come verve inventiva e capacità di focalizzare a tutto tondo i personaggi con trame avvincenti ed un profondo scavo psicologico con lo splendido fulgore artistico e recitazione scenica di due “stelle” conclamate del palcoscenico ed il successo è presto fatto. Intendiamo riferirci al lavoro di Margaret Mazzantini, moglie d’un altro pezzo da Novanta e celebrità attoriale quale Sergio Castellitto, che tra i suoi ultimi testi dati alle stampe ha composto “Manola”, che ora la superba coppia istrionica costituita d Chiara Noschese, figlia dell’indimenticabile Alighiero, nonché Nancy Brilli stanno imponendo magistralmente al Parioli di via Borsi, dove avrebbe dovuto essere già presente in autunno ma per il contagio da Covid della brava Nancy dovette essere rinviato a chiudere la stagione. Si tratta di Ortensia ed Anemone due gemelle eterozigote nettamente contrappose antiteticamente in tutto : dalla fisicità avvenente della maggiore d’una ventina di secondi Anemone, interpretata con signorile eleganza e brio borghese, stilizzazione formale, dalla Brilli che all’ avvio è una “Show Girl”, mentre Ortensia piena d’un peloso irsutismo, maschiaccio rampante con il suo mantello e berretto scuro, è una femminista politica inquieta e spinta ad amori furiosi ed anticonformisti come quello con quel filosofo letterato e scapestrato che è un autentico “tappo”, essendo alto quasi un metro per  due quintali di peso ed affetto per di più da vergognosa aerofagia, a proposito della quale s’è parlato pure in questi giorni per la Rai per una stanza che due giornalisti dovevano condividere. Le due logicamente hanno i loro traumi non rimossi, frustrazioni da progressivo fallimento esistenziale e nevrosi ossessive per cui, senza mai dialogare tra di loro se non in via indiretta, si rivolgono informaticamente alla psicoterapeuta Manola , che dovrebbe aiutarle a raggiungerle un equilibrio con se stesse per rasserenarle e farle sbocciare dolcemente alla vita, superando la claustrofobia e l’ ansie angoscianti. Quando Poldo, il ridicolo tipo di cui è innamorata Ortensia, le viene presentato prima Anemone lo sente repellente e poi viene indotta a sposarlo, sperando assurdamente d’aver trovato la felicità, ma n on solo crescono le divisioni sentimentali con la sorella, per di più il marito sempre in cerca di nuove avventure e fantasie libresche ed esistenziali la lascia, facendola crollare nel baratro della depressione e dello stato febbrile che cerca di curare follemente con il cognac ed un goccio di latte: esattamente il contrario del richiesto. Ortensia dal canto suo dalla figura animalesca di castoro diventa una scintillante cantante di cabaret, gioca con il suo orsacchiotto di pelouche e vive con Anemone un frenetico rapporto d’odio ed amore, quale sperimentò il “poeta novus” Catullo con Lesbia , o meglio Cinzia, alla corte dell’imperatore Augusto. Tutto questo vorticoso gioco dialettico graffiante avviene con una fantasmagorica sarabanda di risate che ha trascinato il pubblico, con una platea “sold out” per l’atteso evento, in un riflessivo ed allegro esame psicoanalitico di se stesso. Alla fine dei quasi 90 minuti senza intervallo le gemelle stringono un armistizio e si scambiano temporaneamente gli auguri ed una provvisoria pace davanti alla torta con candeline del loro compleanno. La regia dello spassoso ed integrante spettacolo antropologico  di maturazione etica ed affettiva è firmato come regia da Leo Muscato e resterà al Parioli fino a domenica prossima. Vale la pena non perderlo come valida fine della programmazione annuale d’un recuperato teatro.

Giancarlo Lungarini 

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