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“Suitcase” è il singolo di debutto della songwriter itinerante Meri Lu Jacket

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Suitcase” è il singolo di debutto della songwriter itinerante Meri Lu Jacket, fuori su tutte le piattaforme digitali da venerdì 23 febbraio 2024. Un brano che è molto più di una semplice canzone, ma un viaggio attraverso il soul indie pop che racconta la storia di un litigio apparentemente banale tra due persone innamorate. Ma sotto la superficie, c’è la profonda sensazione di solitudine e l’inquietudine di sentirsi incompleti senza l’amore dell’altro. Il brano è stato prodotto da Alex Marton per la Firstline Production con le chitarre di Filippo Scandroglio. Con la sua voce coinvolgente e le melodie avvolgenti, Meri Lu Jacket cattura l’essenza di questa esperienza umana universale, trasformandola in un brano che colpisce dritto al cuore. È una fusione di emozioni e suoni che lascia un’impressione indelebile.

L’abbiamo intercettata tra un viaggio e siamo riusciti a intervistarla.

Un singolo di debutto e un inizio quasi in sordina. Ci racconti qualcosa in più di questo tuo nuovo inizio? Che cosa c’era prima?

In passato, ero un artista molto giovane che stava coltivando una passione, ma non aveva ancora compreso appieno il percorso da intraprendere e come metterlo in atto. Con *Suitcase* e le nuove canzoni in arrivo, il mio lavoro diventerà completo, ricco di esperienza e autenticità.

Quali sono i limiti dell’essere un’artista indipendente nel 2024?

I limiti esistono solo se li imponi tu stesso; non dovrebbero esserci limiti quando si perseguono i propri sogni o si cerca di realizzare obiettivi nella carriera musicale. Se si crede che ci siano limiti, diventa difficile visualizzare il sogno e renderlo realtà.

Che cosa racconta “Suitcase” e quanto c’è di autobiografico?

La canzone “Suitcase” racconta di una mattina in cui la mia ragazza si è presentata in cucina appena sveglia, con una valigia, annunciandomi che mi avrebbe lasciato. Per fortuna ciò non è mai accaduto, ma per un certo periodo la valigia è rimasta nel corridoio. Ogni mattina, al risveglio, il mio pensiero era incentrato su cosa sarebbe successo e su come mi sarei sentito se lei avesse preso quella decisione.

L’inglese può essere un ostacolo al mercato italiano? Lo vivi come un filtro? Che cosa ti porta a scrivere naturalmente in inglese?

Essendo madrelingua inglese, ho ascoltato poco la musica italiana e mi sono avvicinata sempre di più alla musica pop americana e britannica. Tuttavia, nonostante canti e scriva prevalentemente in inglese, l’Italia sarà sempre la mia patria. O addirittura la Maremma!

Cosa accadrà nei prossimi mesi?

Sono sicura che continuerò a essere costante nel pubblicare le mie nuove canzoni e ad esibirmi live ovunque, non sono mai ferma in un posto. Non ho programmi precisi per il futuro, ciò mi spaventa, ma voglio godermi il presente e apprezzare ciò che abbiamo oggi.

Morgana Grancia

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